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Utilizzando la lettera scritta dall’on. Brunetta al Presidente del Consiglio, cercheremo di passare in rassegna alcune fallacie argomentative. L’uso del testo in questione è dovuto all’estrema abilità e alla sapiente composizione delle stesse in un’argomentazione di tipo pseudoscientifico.

Per una efficace e intrigante esposizione delle fallacie si veda un interessante e.book di Ali Almossawi.

Riporteremo il testo della lettera (qui la versione originale), commentandolo direttamente.

Caro presidente Letta, caro Enrico,

ieri hai detto come fosse un atto di fede: ‘In Italia lo stato di diritto funziona’. Ancora: ‘Siamo in uno stato di diritto, non ci sono persecuzioni (traduco: Berlusconi non è perseguitato)’”

Sii più prudente. Queste parole perentorie si scontrano con la realtà e il buon senso. Sono anzi proprio false, se permetti” – petitio principi (si assume come già dimostrato quello che si vuole dimostrare)

E il buon senso” – argomento ad populum (ci si affida all’autorità del numero)

Ti consiglio la lettura di un volume del ‘Mulino’ uscito in primavera dal titolo ‘La qualità della democrazia in Italia’. ” Fallacia ad auctoritatem (ci si rifà all’autorità di stimati ricercatori che hanno effettuato uno studio sul tema, ma con un grado di pertinenza non esplicitato)

Secondo gli autori, coordinati dal professor Leonardo Morlino, i dati oggettivi fanno emergere come la malagiustizia italiana incida pesantemente sulla ‘qualità della democrazia in Italia’”, – “uomo di paglia” (si introduce un tema che non era quello in discussione all’inizio. Si intendeva dimostrare che in Italia non ci fosse uno stato di diritto, ora si parla di democrazia, come se le cause che impediscono l’uno, fossero le stesse che indeboliscono l’altra)

rivelandola ‘non in linea con gli standard internazionali di rule of law (stato di diritto, ndr)’” – fallacia di ambiguità, vaghezza (il significato del termine inglese cambia se lo si riferisce al sistema di common law, o a una definizione dell’ ONU. In ogni caso non corrisponde esattamente al concetto di Stato di Diritto nei sistemi basati sul diritto romano che si ispira, invece al Rechtsstaat)

Analisi scientifica, non giudizio politico di Forza Italia. Questa giustizia nuoce alla democrazia.

Numerose sentenze della Corte europea dei Diritti dell’Uomo ‘stabiliscono l’esistenza di una violazione commessa dallo Stato italiano contro il diritto a un giusto processo’. Ok, presidente Letta?“.- nuovamente una fallacia di ambiguità (le sentenze riguardano essenzialmente la durata delle procedure italiane)

Studiosi non certo berlusconiani affermano: non c’è solo la lentezza dei processi, ma ‘la politicizzazione della magistratura, in particolare delle grandi sedi di Milano, Roma, Napoli e Palermo’ a far emergere figure di magistrati caratterizzate ‘da un mix di impunità, mediatizzazione estrema e politicizzazione senza simili nel mondo occidentale (…) visibilità mediatica e personalizzazione’”. Generalizzazione indebita (molte non significa tutte)

Ripeto: impunità, mediatizzazione, politicizzazione senza simili nel mondo occidentale! Altro che Stato di diritto. Ed è questo determina una ‘fiducia comparativamente bassa (rispetto all’area Ocse) dei cittadini’ nei confronti delle toghe” – ignoratio elenchi (la bassa fiducia dei cittadini nei confronti delle toghe non è la dimostrazione che non ci sia democrazia o stato di diritto)

La critica, in particolare della professoressa Daniela Piana, si appunta sul ‘sistema di governo della magistratura (che) non alloca incentivi e sanzioni, vincoli e opportunità’, il tutto in un contesto ‘di uno sbilanciamento eccessivo in favore dell’indipendenza, senza che ad essa corrispondano meccanismi di controllo organizzativo interno.

La diagnosi finale degli studiosi è grave: ‘Una democrazia nella quale la funzione giudiziaria si trova ad avere un’agenda estremamente ampia e un raggio di azione che lambisce i limiti della politica non può non rischiare di perdere in legittimità’. E’ ufficiale, è un dato di scienza: la magistratura italiana è politicizzata” – nuovamente ignoratio elenchi (la perdità di legittimità non dimostra quanto affermato in premessa e cioè che in Italia non c’è uno stato di diritto).

Dille di smettere, presidente Letta!”

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